Sarah Kane per una notte – CRAVE

… Quando mi è stato detto “Tu sarai Sarah Kane” mi sono sentita morire.

Ho sempre avuto una certa “paura” dei testi di questa autrice britannica,una paura che scaturisce più che altro dal sapere che per interpretare Sarah Kane non basta leggere semplicemente il testo,ma ti devi immergere totalmente nella sua anima,nell’anima di chi ha vissuto soffrendo e ha ucciso la propria “parte carnale” per liberare l’io. Inoltre il testo in questione,”Crave” (Febbre),non presenta alcuna punteggiatura,quindi bisogna capire quando e come dare certe pause,stabilire certi silenzi o alzare la voce,arrabbiarsi,piangere. E’ stato pesante,ma bello. Ho passato gli ultimi mesi a leggere testi della Kane e sue biografie,per capire chi lei fosse. Mi sono ispirata all’Ophelia di Helena Bonham Carter e allo sguardo di Kate Bush nel video della canzone “Wuthering Heights”. Ho cercato in ogni gesto di aggiungere qualcosa di folle,buttandomi a terra,ridendo e piangendo contemporaneamente,urlando. Come costume la scelta è caduta su una larghissima camicia da notte di mia madre,quella che avrebbe dovuto usare per partorirmi,ma che il destino volle fosse indossata per la prima volta da me ieri sera alla prima. L’effetto era perfetto,dava quel tocco di “bambina pura” e quindi era totalmente in contrasto col testo,che in molti punti risultava piuttosto spinto. Poi velo,specchi,tacchi,auto reggenti,trucco.Ecco,il trucco.Per rendermi pallida non vi dico neanche quanto ci abbia messo.Sono di carnagione scura e per dare quel senso di “malata” ho dovuto passare sul mio viso tremila strati di cipria bianca e …. BOROTALCO! Sì…I segreti del trucco sono migliaia! E poi occhiaie ottenute dalla sfumatura di due ombretti: nero e viola. Insomma,trasformazione totale!

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Arrivano le 21:00 e dopo ore ed ore di prove finalmente in scena. Tutto prosegue per il meglio…Arriva il mio turno.Avevo il microfono invisibile,e l’avevamo controllato mille volte,sembrava perfetto.Entro in scena,pronuncio la prima battuta e nulla.Il microfono si era scaricato.Ero felice.I microfoni li odio.Così mi sono totalmente data al pubblico.L’ho urlata questa Sarah Kane,e spero sia arrivata dove e a chi doveva arrivare.Ho anche pianto,meraviglioso.No,non sono diventata pazza,ma sono molto soddisfatta.Dopo mesi di prove era quello che volevo.Piangere in scena non è semplice…Ho pensato a cose orrende,e quindi,le lacrime sono scese come un fiume in piena.

Ringrazio vivamente tutti i collaboratori,i miei colleghi attori,Annalisa che mi ha asciugato le lacrime dopo la fine del monologo,i ballerini (fantastici!).Denis per l’attenta regia,e tutti coloro che hanno partecipato come pubblico,dimostrando che i giovani devono avere modo di esprimersi e devono essere sostenuti nelle loro passioni.

Spero con tutto il cuore che questo spettacolo avrà lunga vita e che tutti prima o poi avranno modo di vederlo.

Sabrina

Impariamo A Bastarci.

Bisogna imparare a stare soli,solo così si può imparare a stare con gli altri,altrimenti ci stai perché ne hai bisogno.Bisogna fare a scuola un’ora di insegnamento alla solitudine,imparare a bastarsi.

Sono sicura di non essere l’unica a questo mondo che molto spesso,se non sempre,dipende dagli “altri”.Da un abbraccio,da un “ti voglio bene”,da un “grazie”.

E’ importante però riuscire a bastarsi.Riuscire ad amarsi.Riuscire a star bene anche in solitudine.

State pur certi che è raro trovare quella persona che ti tenderà la mano e sarà sempre pronta ad aiutarti.State pur certi che è raro trovare quel ragazzo che se non sei una gran “figa” verrà a dirti “L’IMPORTANTE E’ LA BELLEZZA INTERIORE”. State pur certi che non tutti come “noi” hanno voglia di regalare bene senza desiderare nulla in cambio.

E’ più facile incontrare gente stronza e ipocrita.E’ più facile trovare chi ti usa per quel tempo che gli basti e poi ti dice “ciao”.E’ più facile affezionarsi a persone sbagliate e poi soffrire,tanto.

Spero fortemente che voi non siate come me.Spero che non siate quelle persone che amano “regalare” bene,perché credono che sia una cosa bella da fare.Spero che non siate quelle persone che danno il massimo e vogliono il massimo.Spero che non siate quelle persone che si aspettano tanto dalla vita,dagli amici.Spero che non siate quelle persone che si fanno tremila scrupoli.Spero che non siate quelle persone che se vedono che un rapporto precipita si danno tutte le colpe del caso.Spero che non siate quelle persone che si affezionano così tanto e che poi si stupiscono di come la gente alla fine non sia capace neanche di dire “grazie”.Insomma,spero che non siate la mia copia,perché essere come me è un gran casino.

Ti affezioni,ci credi,sogni e poi tutto crolla e tu neanche fossi Alice nel paese delle meraviglie,stenti a realizzare che sia tutto vero.Inizi a piangere,a incazzarti,a dire che non è possibile e ci stai uno schifo.

E’ per questo che dobbiamo imparare a non dipendere da nessuno.Perché non possiamo permetterci di star male.Non c’è tempo neanche per quello,credetemi.La vita è una,e scorre,veloce.E’ un orologio che nonostante tu sia lì depressa,arrabbiata,sconvolta,continua a far “tic-toc”.Anche il tempo se ne frega.E tu pensi che sia giusto tutto questo?!No,non lo è.

E’ giusto ridere,è giusto essere felice.Non è giusto soffrire.Non lo è anche se apparentemente può sembrare una cosa naturale.

La gente buona merita di essere felice.La gente cattiva merita di soffrire.

Semplice,no?!E’ come dire che 2+2 fa 4.

Sono stufa di leggere frasi del tipo: “Sempre i migliori se ne vanno”,”sempre i più buoni devono soffrire”.

Ribelliamoci,cazzo.Ribelliamoci a questa infelicità.a queste sofferenze.Usciamo di casa e iniziamo a regalare del bene.C’è la crisi,ma vi posso assicurare che un abbraccio non costa nulla.

Sabrina

Stay Strong.

Si dice che i cantanti,gli attori siano quegli sconosciuti capaci di commuoverti,ed è vero.

Io di idoli ne ho tanti.I miei amici e la mia famiglia dicono che ogni giorno non faccio altro che parlare di loro e che vivo poco la realtà.

Probabile,ma io sto benissimo così e non ho alcuna intenzione di cambiare.

Gli idoli sono quelle persone che ammiri da lontano. Che vedi al cinema e ti emozioni. Che ascolti attraverso le cuffiette dell’iPod e cerchi di imitare,magari stonando,ma “chissenefrega,io voglio cantare”. Sono quelli di cui hai milioni di foto,magari uguali,e che riempono per metà la memoria del tuo pc e del tuo cellulare. Sono quelli che sogni di incontrare ogni giorno,e magari poi quel giorno arriva e tu stenti a crederci. Stenti a crederci e inizi a dire cose assurde del tipo: “OMMIODDIO!RESPIRO LA SUA STESSA ARIA! ODDIO MA NON E’ PERFETTO/A?! SPOSAMI,TI PREGO!” e … blàblàblà!

Sono quelle persone che noi vediamo come perfette,ma che poi magari qualche difetto ce l’hanno perché anche se a noi appaiono come “divinità” alla fine sono dei “comuni” mortali:mangiano,bevono,dormono,vanno in bagno,leggono,scrivono,si arrabbiano,piangono,sorridono.

Ecco,oggi tra i miei tanti idoli il mio pensiero è dedicato tutto ad Anastacia.

Anastacia Lyn Newkirk,Chicago 17 Settembre 1968.

Anastacia è la mia cantante preferita. E’ la mia cantante preferita non solo perché ha una voce pazzesca,ma perché è una donna con le palle. (Passatemi il francesismo.)

Non ho avuto l’immenso onore di conoscerla,ma essendo una sua fan,di lei so praticamente tutto.

Ne ha passate tante,troppe,ma si è sempre rialzata,è sempre andata avanti col sorriso essendo di grande esempio a molti. Anastacia nella prima adolescenza è stata affetta dal morbo di Crohn,di cui porta ancora la cicatrice nel basso ventre. Anastacia nel 2003 è stata colpita dalla malattia maledetta:il cancro al seno. Anastacia nell’agosto 2010 ha subito un delicatissimo intervento agli occhi. Anastacia oggi è stata nuovamente colpita dalla malattia  maledetta.

Ecco,queste sono le cose che mi fanno incazzare.Mi fanno incazzare non solo perché una persona che stimo,che mi ha emozionata,è costretta a vivere questa orrenda sofferenza,ma perché è assurdo che nel 2013 non ci sia una cura per sconfiggere il cancro. O forse sì,ma la “nascondono”.

Io sinceramente mi vergogno.Mi vergogno di questo mondo che “cade” di fronte a queste tragedie. Mi vergogno perché si fa finta di vivere con i prosciutti sugli occhi. Mi vergogno perché vedo quotidianamente gente che dice,talvolta “scherzando”: “VOGLIO MORIRE” … E non sa che c’è invece chi è su un letto di ospedale e darebbe tutto pur di continuare a vivere. Mi vergogno perché a questi problemi si guarda con troppa superficialità,e invece a cose futili si pensa con anche troppo interesse. Mi vergogno perché molte volte ci arrabbiamo per piccolezze.Per un brutto voto a scuola o perché il ragazzo ci ha lasciate. Apriamo gli occhi.Esistono cose molte più importanti.La battaglia per vincere il tumore è una di queste. Lottiamo per la vita.

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Ti Scatterò Una Foto.

Non mi sono mai chiesta perché scattassi delle foto.In realtà la mia è una battaglia disperata contro l’idea che siamo tutti destinati a scomparire.Sono decisa ad impedire al tempo di scorrere.E’ pura follia.

Roma,09.02.13 – 10.02.13

Ecco.In quei due giorni la memoria della mia macchinetta non so come ha fatto a contenere così tanti scatti.In quei due giorni ho fermato più immagini,più ricordi,che in tutta la mia vita.

Solo due giorni,perché?!

Beh,forse perché erano due giorni importanti.Erano due giorni surreali.Surreali,ma belli.Due giorni trascorsi nella città che da sempre amo e che mi emoziona ogni volta come la prima.Due giorni trascorsi con alcune delle persone più importanti della mia vita.Due giorni trascorsi con quelle persone che stimo,e che dopo tanto aver ammirato su “carta” e via “schermo”,ho potuto finalmente abbracciare.

Arianna,Marta,Desirée,Alice,Marta,Valeria.

Elda,Lucrezia,Simone,Paolo.

No,non sono scema.Non sto buttando giù un elenco di nomi perché non so che scrivere.Dietro ogni nome c’è un mondo.

Queste sono quelle persone che ogni giorno,anche inconsapevolmente,rendono la mia vita un sogno.

Sono quelle persone che anche se distanti fisicamente,molte volte sono più vicine di chi magari con me sta sempre a stretto contatto.E allora grazie.Grazie ad ognuno di voi perché siete così diversi,ma così ugualmente speciali.

Grazie Arianna.Grazie perché sembriamo le più forti,e poi siamo le più fragili.Perché cerchiamo di “trattenere”,e poi scoppiamo.Perché le cazzate dell’altra non le critichiamo,ma le condividiamo.Perché siamo quelle del “quaderno delle frasi”.Perché alle tre di notte mentre il resto del mondo dorme,noi immaginiamo la nostra prossima trasferta da sfaso totale e ci danniamo perché non sappiamo mai cosa indossare.Grazie per le risate,per gli abbracci.

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Grazie Marta.Grazie perché su Whatsapp la nostra chat si riempe sempre di “cacchine” e “pugni”.Perché solo noi alle sei del mattino possiamo saltare sul letto cantando “Dancing Queen”.Perché solo noi possiamo ritagliare cuoricini da sventolare a teatro.Grazie per i cornetti a mezzanotte.Per le foto stupide.Grazie perché con te anche quando si è tristi,si riesce sempre a ritrovare il sorriso.Immagine

 

Grazie Desirée.Grazie perché anche se non ci conosciamo da molto,di cazzate ne abbiamo vissute.Grazie per esserci servita da “calmante”.Grazie per aver chiesto a Lante dell’aperitivo,o meglio della merenda.Grazie per i “draghi”.Grazie per tutti gli “sbam”.Grazie perché a Roma senza te probabilmente mi sarei persa,visto che non ricordo neanche la strada da fare per arrivare al bagno di casa.Grazie un po’ per tutto.

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Grazie Alice.Grazie per l’abbraccio infinito a Piazza di Spagna.Grazie per la cornetta blu uguale a quella di Lu.Grazie perché appena io (stranamente) a fine spettacolo ho iniziato a piangere,tu hai fatto lo stesso. Grazie per il pranzo al McDonald. Per l’aperitivo con Lucrezia. Per i video folli. Per aver cantato con me “Grazie Roma”. Perché sei un cuoricino!

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Grazie Marta.Grazie perché eri l’unica del sud,e abbiamo iniziato a fare “caciara” insieme. Grazie per la corsa di due ore da Piazza San Pietro a Via del Teatro Marcello. Grazie per le tremila foto e i video. Grazie per aver incontrato con me Elda. Perché mi hai tranquillizzata quando prima ancora che iniziasse “Vento e Pioggia” iniziai a piangere. Grazie perché come me sei una “Alviginiana” convinta. Perché “Roma presto rivedrà la siciliana e la pugliese” più folli che mai.

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Grazie Valeria.Grazie per aver condiviso con me questo viaggio così importante. Grazie per le 10 ore in pullman. Grazie per i biglietti della metro. Grazie per le chiacchiere in hotel. Grazie per la dedica nel quaderno delle frasi. Grazie perché presto replicheremo. Grazie per i “tranquilla che andrà bene”.Thanks for everything my sweet cousin!Immagine

 

… Grazie Elda. Grazie perché mi hai accolta a braccia aperte come cinque anni fa. Perché sei una persona vera e sincera. Grazie per i consigli. Grazie per lo spettacolo meraviglioso. Grazie per la “beddazza”. Grazie per la “fuodde”. Grazie perché “Malandrina Brigantessa Dettafranca è per ridere”. Grazie perché “Tu devi fare l’attrice comica”.Immagine

 

Grazie Lucrezia. Grazie perché sei sempre gentilissima. Grazie per aver attaccato i nostri cuoricini nel tuo camerino. Grazie per l’aperitivo,o meglio:la merenda. Grazie per “Come tu mi vuoi”. Grazie per “Coca,succo o … Andate sull’alcool?!”. Grazie per le ottomila foto. Grazie per i Retweet e soprattutto per IL tweet: “Siete stupende”. Grazie perché ormai ci fai commuovere sempre e siamo diventate le tue #Tremoline.Immagine

 

Grazie Simone.Grazie perché su FB rispondi sempre.Grazie per “la centrifuga,il succo,il caffé” che anche se non abbiamo preso,sarà magari per la prossima volta.Grazie per le foto alla “Ballando con le stelle”. Grazie per gli autografi dove ovviamente non potevano mancare i “Baci baci”. 

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E infine grazie Paolo. Grazie per averci raggiunte dopo secoli che ti stressavamo tra Facebook,Twitter e Instagram. Grazie per le foto e perché “con gli occhi chiusi MAI”.Grazie perché ciò che scrivi mi fa sempre emozionare. Grazie per “l’onore di essere qui”. 

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Countdown

… E siamo a meno nove.Se penso che il countdown è iniziato da meno ottantacinque,non riesco a crederci.

Il countdown a cosa? Direte voi … Beh,alla realizzazione di tre,anzi quattro sogni. Rivedere dopo cinque anni Elda Alvigini in uno spettacolo teatrale che si prospetta fantastico (Vento e Pioggia),rivedere dopo due mesi Lucrezia Lante della Rovere in “Come tu mi vuoi”,tornare a Roma che amo e abbracciare dopo tanto tempo le mie amiche del nord.Quelle con le quali anche se non ci conosciamo da tanto ne ho passate di tutti i colori,e solo in due giorni. E chissà quante ne combineremo questa volta. Di programmi ne stiamo facendo a non finire,ma sono sicura che fino al “meno uno”,ne cambieremo altri mille!

Arianna mi chiama e come me (ovviamente),non sa cosa indossare.”E se fa freddo?!Se fa freddo mica posso mettere il vestito.E i tacchi?I tacchi te li metti?” – rido per circa cinque minuti e la risposta si dimostra “ovvia”- “Beh certo!Non accadrà più il contrario!Ti devo ricordare novembre?!Non li indossai e nelle foto eravate tutte delle cime,ed io ero bassissima!” “Io anche li voglio mettere,ma saremo a piedi,sui sampietrini … Per non so quanti km!” “Eh va beh dai,metteremo le Nike e poi ce le cambiamo direttamente a teatro!”.

Eh sì perché noi ormai l’arte del “vagabondare” ce l’abbiamo nelle vene,e vi assicuro che non esiste cosa più bella ed emozionante.Giusto per tirar fuori un esempio,vi racconterò del 10.11.12,che catalogo tra i giorni più belli di sempre.

Il 10.11.12 è iniziato per me alle 14:00. A Milano piove,ho tanta,troppa ansia.”Papà,ma se continua così mi sa che ci potremo dimenticare di incontrare Lucrezia e gli altri attori … Se ne andranno subito …”

“…E se le sto antipatica?!Se magari non è come noi pensiamo?!Se rimaniamo deluse?!”

Continuo così per ore ed ore,fino a quando arriva l’ora X. Alle 16:00 mi sarei dovuta vedere con Arianna e Desirèe al duomo,per raggiungere il teatro assieme,e piove,ancora.

Esco di casa,prendo la metro con mio padre … Non sono abituata a prendere le metro,nè a correre così tanto da una strada all’altra. Se vivessi a Milano,mi perderei.

Messaggio di Ari: “Siamo arrivate,tu dove sei?” Beh quel messaggio è stata la botta finale,perché significava che dopo mesi trascorsi a scriverci dietro ad un pc ci saremmo finalmente potute abbracciare.

Arrivo al duomo,il cuore batte fortissimo o come direbbe Arianna “ammille”,cerco di individuare lei e Desi. Ecco. Sono loro,ne sono sicura. Mi avvicino,Arianna è di spalle,si volta in un attimo,e lì inizia veramente il 10.11.12.Inizia con gli occhi lucidi e con un abbraccio infinito,inizia con la corsa sfrenata sotto la pioggia che ci ha disfatto la piega. Inizia con il trucco nella toilette del Burgerking. Inizia con il Piccolo Grassi.

Arriviamo a teatro alle 17:50. L’ansia è indescrivibile. Entriamo in platea verso le 18:30,prendiamo posto.Iniziamo a impazzire totalmente.Siamo a due passi da quel palco,a due passi da chi seguiamo da una vita,e anche se non ci crediamo è la pura realtà.Le luci si spengono,il sipario si apre.Lucrezia è la prima in scena,io e Arianna iniziamo a piangere e a ridere contemporaneamente.Sarà la felicità,sarà la meraviglia.

Lo spettacolo è stupendo e dopo un’ora e mezzo,finisce.Gli attori vengono applauditi,noi però vogliamo incontrare Lucrezia e quindi corriamo via,verso i camerini.Prima però incontriamo Vicky,Vicky Schaetzinger che con lei aveva portato in scena “Malamore”.Coincidenze?!

Arriviamo davanti al camerino,la porta è mezza aperta,c’è affisso un foglio con il suo nome. Ok,siamo proprio a due passi da lei.Inizia l’esaurimento totale,si sentono le risate.

“Oddio Ari,e se non esce?!Se non la vediamo?!” “Eh va beh,Sabri,ci accontenteremo di aver visto la sua ombra!” “Eh sì!Guarda che ombra figa!”

Iniziamo a ridere come delle pazze.Senza alcun motivo.

Lucrezia esce.Ecco questo è l’inizio del collasso,dello sfaso,della pazzia o di come voi intendete quella sensazione che si prova quando ci si trova davanti al proprio idolo.

Lucrezia mi indica:”Ma tu sei la siciliana?”

Beh ecco,se già quando è uscita sono morta,immaginate come mi sia potuta sentire quando mi ha riconosciuta.Inizio a piangere dalla felicità.Iniziano una serie di foto,di frasi senza senso.Arianna che non sa cosa dire,ride,ed io invece,che parlo troppo,dico un sacco di cavolate … Ma chissene.Sono cose che capitano una volta nella vita,e amen.

Lucrezia dopo esser stata “torturata” tra richieste di milioni di foto e autografi,ci chiede una foto.Sì,esatto.Lei ci chiede una foto a noi,col suo iPhone. “Dai,facciamo una foto col mio cellulare che la carico su Instagram!”. Si vede che a volte la realtà supera di gran lunga tutte le assurde aspettative.

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Ed eccoci.Siamo totalmente fuori di noi,ma siamo felici. E tra 9 giorni tutto questo si ripeterà. Grazie Lucrezia e grazie ragazze.Non esiste cosa più bella di aspettare ore a teatro sedute per terra tra l’ansia e i mille esaurimenti.Non esiste cosa più bella di realizzare i propri sogni.

Sabrina.

As time goes by …

E’ una di quelle serate buie,piovose,strane.

Una di quelle serate che forse ogni tanto servono per mettere in ordine i pensieri,per lasciarci andare,per credere che domani sarà migliore.

La tazza di Ciobar fumante,”Sleep” di Azure Ray come sottofondo,la chat di Facebook attiva sperando in quel messaggio,il cellulare acceso ma “silenzioso” perché è più bello accenderlo e ritrovarsi tanti messaggi in una volta sola e sorridere perché pensi che nonostante la pioggia e il freddo c’è tanta gente che ti pensa,e in questi periodi di gente che ci pensa e che ci dimostra il proprio affetto,serve.E’ inutile nascondersi dietro la maschera dei forti,dei menefreghisti,di quelli che:”che schifo tutte queste smancerie”,perché ognuno ne ha bisogno,chi più chi meno. 

Io personalmente sono una di quelle che ama i cosiddetti piccoli gesti.Una lettera di un amico,un messaggio della buonanotte,un abbraccio inaspettato,un sorriso a quarantadue denti.

Col tempo ho imparato che queste sono le uniche vere cose che contano.

Pensate a tutti i vostri amici per un solo istante,aggiungeteci le serate insieme un po’ pazze,i vostri infiniti SMS,i vostri abbracci,le vostre foto dove magari non venite sempre benissimo,ma “tienila perché è un ricordo”,le vostre canzoni … Ecco.Io credo che senza tutto questo morirei. Perché loro sono il mio oro.

Io mi reputo fortunata,di amici ne ho tanti e anche di tanti posti diversi.

Ci sono le amiche di sempre.Ci sono Anthea e Aurora. Beh,loro forse sono più che amiche,sono sorelle … Sono quelle che conosco meglio di me stessa.Quelle con le quali dal 1997 ho trascorso i momenti più belli della mia vita.Siamo la bionda,la nera e la mora.Siamo quelle che sono tanto diverse ma alla fine tanto uguali. Siamo quelle che non si vedono sempre,ma quando accade è sempre bellissimo. Siamo quelle che anche una semplicissima serata in pizzeria diventa meglio dei party hollywoodiani.Siamo quelle che ridono con le lacrime a volte anche senza motivo. (Dove c’è scritto che per ridere debba per forza esserci un motivo?!). Siamo quelle che aspettano gli attori fuori dal teatro e che quando tornano a casa:”Oddio,ma che figo era?!”. Siamo quelle che si vogliono un bene indescrivibile e che mai nessuno ci dividerà.

Poi ci sono le amiche conosciute sul web,e qui si che c’è una lista lunghissima da fare.. C’è Federica.Federica di Martina Franca.Beh,lei è un po’ il mio riflesso,la mia ombra,quella così identica da fare paura. Ci siamo conosciute su Facebook grazie a una passione comune per un personaggio dello spettacolo.Messaggio tira l’altro,nell’agosto 2011 tutta la mia famiglia è partita per la sua Puglia e qualche tempo dopo la sua è arrivata nella mia Sicilia.Adesso siamo praticamente due “sorelle”. Federica è una di quelle amiche che devi ringraziare il destino per avertele regalate.E’ una di quelle che non si aspetta nulla .Una di quelle che non si fa troppi problemi se ha il trucco sbavato o le scarpe diverse dal colore del vestito,è una che ama la semplicità.Una che toglile tutto,ma non gli abbracci.Una che sembra così grande e sicura,ma che poi è la più fragile.Come direbbe lei: “Sei un po’ un cuoricì!”.

Poi ci sono Arianna,Eleonora M,Elonora B,Marta.Con loro,sempre su FB,ci siamo conosciute per via di una pagina che raggruppava tutti i fans di Lucrezia Lante della Rovere e Simone Di Pasquale.Arianna sono io.Sì,perché dire il contrario implicherebbe l’affermarsi di una bugia.Arianna è quella che scrive,scrive,scrive.Quella che si commuove per ogni cosa,che tutto va “ammille”,che per le persone a cui tiene farebbe la qualunque.Quella dei messaggioni strappalacrime,quella che “bella lì!”,quella che purtroppo vive a 1352 km di distanza.Quella con la quale ho incontrato per la prima volta Lucrezia al Piccolo Grassi di Milano,e dire che è stato pazzesco,è dire poco.

Poi c’è Eleonora M,meglio detta “Leo”. Lei è quella alla quale non puoi non voler bene,perché si fa volere bene. E’ quella che fa tanto la “fredda”,ma poi è una delle persone più tenere che esistono.E’ quella che appare come “menefreghista”,ma poi si chiude in una stanza e piange,perché ancora ci spera.E’ quella che quando ci siamo incontrate,mi ha abbracciata per mezz’ora e sembrava ci conoscessimo da una vita.E’ quella che come me è nata sotto il segno del leone,che esaurisce per la qualunque,che ride con gli occhi.

Eleonora B,è una delle persone più buone che conosco.La grande del gruppo,che però condivide le nostre stesse passioni.Quella gentile,disponibile.Quella delle telefonate lunghissime che ti migliorano la giornata.Quella con la quale per Milano abbiamo girato tremila negozi in cerca di un biglietto carino per il nostro idolo.Quella che ama i delfini e le farfalle.Quella che “11.11.12”.Quella che ti vuole bene.

E come ultima “LS”,c’è Marta. Marta è una pazza.Marta grazie al cielo è quella che tra le tante “cime” è bassina come me.E’ quella che la chat di Whatsapp si riempe sempre di tante “cacchine”.Quella che fa delle foto stupende.Quella che come me danza da una vita. Quella che come me è una Streeper incallita e che: “Dancing Queen,young and sweet only sixteen!”.Quella con la quale starò a Roma per 4 giorni e solo il cielo sa che casino faremo in quel piccolo B&B posto alle spalle di S.Pietro.

…E adesso vi starete chiedendo:”Ma amici maschi ne hai?!”Beh,sì.Ma di amico vero forse ce n’è uno solo:Rolando. Lui è il mio “nuovo” compagno di banco.Nuovo perché si è trasferito nel mio liceo quest’anno e prima non sapevamo nemmeno dell’esistenza dell’altro.Rolando è folle.E’ quello che mi provoca lividi nelle braccia a furia di morsi e di schiaffi dati senza alcun motivo apparente,e ai quali replico con i calci,anche se lui continua a dire che non gli faccio nulla perché sono troppo debole. Che amici sono quelli che si prendono a botte?Vi chiederete voi … Beh,sono segni d’affetto! Rolando è un “Lovatic” incallito. E’ quello che “Stay Strong”. Quello che prima ti urla dietro e poi ti abbraccia. Quello che ti manda i messaggi strappalacrime e ti commenta le foto in inglese su Instagram. Quello che prima o poi i prof ci butteranno fuori dalla classe. Quello che sostiene che non sia capace di salire sul motorino e che sembra che un elefante lo stia ammazzando.Quello che:Ti voglio bene!

Bene … Gli amici non sono ovviamente solo questi,ma ho riportato qui i più importanti..Quelli senza i quali la vita non sarebbe la stessa. 

… Quelli che sono il mio oro.

Sabrina